23 maggio 2014

GATTI E DINTORNI...

Se si trova un gattino, tanto piccolo da non alimentarsi in maniera autonoma, magari con gli occhi ancora chiusi è sconsigliabile dargli del latte ad uso umano perchè potrebbe causargli problemi gastrointestinali. Bisogna invece procurarsi del latte in polvere specifico per gattini (reperibile in farmacia o nei negozi specializzati in alimenti per animali) che andrà somministrato più volte al giorno (possibilmente anche la notte) con un biberon per piccoli animali; allo scopo può funzionare anche una siringa privata dell’ago (attenzione soltanto a non forzare troppo l’alimentazione per evitare che il latte vada “di traverso” al piccolo finendo nelle vie respiratorie provocando asfissia o polmonite). La parte più delicata nell'allevare un gattino orfano è però non la nutrizione quanto l’evacuazione di urine e feci. Mamma gatta, in natura, lecca il ventre e la zona genitale del piccolo per farlo sporcare quindi si dovrà supplire a questa funzione. Per far ciò potete prendere un batuffolo o un dischetto di cotone inumidito con dell’acqua tiepida e passandolo sulla zona perianale del cucciolo simulare la lingua della mamma gatta. Quest’operazione è di vitale importanza perchè un cucciolo così piccolo non è in grado di sporcare da solo e il rischio è che si vada incontro ad un blocco intestinale fatale. Superate le prime settimane (le più critiche dal punto di vista della sopravvivenza) si potrà lentamente somministrare al cucciolo cibo più solido fino al completo svezzamento (è consigliabile l’utilizzo di crocchette e umido specifici per cuccioli, le crocchette possono esser offerte al gattino bagnate con del latte in polvere per abituarlo gradatamente al sapore e alla consistenza diversi). Per quanto riguarda la cuccia bisogna tener conto dell’assenza in un cucciolo molto piccolo della termoregolazione corporea. Ciò significa che in caso di temperatura troppo alta o troppo bassa il gattino rischierà il colpo di calore o l’ipotermie in tempi molto brevi. Per evitare questo pericolo è necessario preparare un giaciglio caldo e riparato, come ad esempio una scatola delle scarpe traforata per l’aria, magari con l’ausilio di una borsa dell’acqua calda o di una lampada. Infine è indispensabile la visita di un veterinario che valuti lo stato di salute del cucciolo e stabilisca il piano vaccinale e le cure antiparassitarie più idonee.
Quali sono le piante pericolose per loro?
Le piante d’appartamento più pericolose sono: deffenbachie, filodendri, rododendri e azalee, ortensie, oleandri, stelle di Natale, ciclamini, dracene, crassule, clematidi, digitali e infine il vischio.
Le specie da giardino per loro tossiche sono diverse: narcisi, anemoni, crochi, aquilegia, aconito, botton d’oro, bucaneve, campanelle rampicanti, colchico, giacinti, garofani, glicine, lillà, mughetti, lauroceraso, tasso, violette di montagna.
Fortunatamente molte hanno un odore che i Gatti trovano sgradevole, e poche fra quelle elencate hanno un livello di velenosità alto.
I sintomi da avvelenamento da vegetali sono facilmente riconoscibili: vomito ricorrente, bava, perdita d’equilibrio, debolezza generale. Se il micio presenta questi sintomi, oppure pensate che abbia mangiato una di queste piante, portatelo quanto prima dal veterinario.

Se lo ami sterilizzalo!
Per tranquillizzare molte persone è bene dire che la sterilizzazione/castrazione non priva i gatti dei loro istinti sessuali ma glieli annulla.
La sua sfera sessuale verrà completamente cancellata non facendolo sentire diverso da come era, continuando ad avere i suoi istinti territoriali e di cacciatore. Questo concetto è molto difficile da comprendere per noi umani, specialmente se lo paragoniamo alla nostra psicologia e cultura. Proprio per questo c’è molta reticenza, da parte di molto proprietari di fronte al discorso della sterilizzazione. Inoltre le conseguenze dell’operazione come l’obesità e la demenza fanno parte solo delle credenze popolari avendo ben poco fondamento scientifico. La sterilizzazione/castrazione presenta molti aspetti positivi: aumenta la socievolezza, diminuisce la tendenza ad allontanarsi da casa diminuendo cosi le possibilità di zuffe con altri gatti e l’attraversamento di strade pericolose. L’incidenza del tumore mammario diminuisce considerevolmente. Infine, ma non ultimo per importanza, limitando i rapporti sessuali e le zuffe tra gatti si fa un’ottima prevenzione verso malattie come la FeLV e la FIV che vengono trasmesse attraverso scambi di sangue o liquidi organici. Concludendo si può dire che dal punto di vista statistico, la sterilizzazione/castrazione permette un’aspettativa di vita per il nostro gatto quasi doppia.

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