10 luglio 2016

DIFENDIAMOLI!!!!

La Legge tutela i felini liberi, in particolare con:
• la Legge Nazionale 281/91 “Legge quadro in materia di animale d’affezione e prevenzione del randagismo”;
• gli Articoli 544-bis e 544-ter del codice penale;
• la Legge Regionale di recepimento della L.Q. 281/91.

Tali leggi tutelano i gatti che vivono in libertà, facendo divieto a chiunque di violare il loro habitat. Le norme richiamate inoltre vietano espressamente di allontanare o spostare i felini dai luoghi dove abitualmente trovano rifugio, cibo e protezione, sanzionando chiunque ponga in essere comportamenti lesivi del loro benessere.
Cogliamo inoltre l’occasione di informarvi che anche relativamente alle piccole colonie di gatti stanziali nelle aree condominiali vale ricordare l’art. 7 della Legge Nazionale 281/91, “è vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà”; ALLONTANARE UN GATTO, ANIMALE A CUI È RICONOSCIUTO LO STATUS DI ANIMALE LIBERO, DAL PROPRIO HABITAT È CONFIGURABILE COME UN VERO E PROPRIO MALTRATTAMENTO, punito dall’art. 544-ter C.P. (nuova formulazione).
Il TAR Veneto nel 1994 ha emesso una sentenza sull’intoccabilità dei gatti: i gatti randagi o meno che vanno in giro per la città NON possono essere catturati anche se ad ordinarlo è il Servizio Veterinario del USL “in considerazione della natura di tali animali essenzialmente liberi”.

A ribadirne il diritto al territorio è il Tribunale Civile di Milano con l’importante sentenza n. 23693 del 30 settembre 2009 che, richiamandosi alla legge 281/91, riconosce come i gatti siano “animali sociali che si muovono liberamente su un determinato territorio radunandosi in gruppi denominati colonie feline, pur vivendo in libertà sono stanziali e frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato, creandosi così un loro habitat ovvero quel territorio, o porzione di esso, pubblico o privato, urbano e non, edificato e non, nel quale vivono stabilmente. Nessuna norma di legge nè nazionale, nè regionale proibisce di alimentare i gatti randagi nel loro habitat. Secondo detta normativa, i gatti che stazionano e/o vengono alimentati nelle zone condominiali non possono essere allontanati o catturati per nessun motivo”. Con la stessa sentenza si è riconosciuto anche il diritto di non rimuovere dall’area condominiale dove erano state posizionate le casette per il rifugio dei gatti.

Per quanto riguarda il divieto di alimentazione, il Pretore di Siracusa, Dr. V. Di Domenico, ha riconosciuto con una importante sentenza che dare da mangiare ai gatti randagi non costituisce pericolo per la salute pubblica: cibare gli animali randagi non solo non è vietato, ma è da considerarsi un atto di civiltà.
Sul tema si è espresso anche il TAR della Puglia. Oltre a riconoscere come la somministrazione di alimenti agli animali possa essere svolta anche nel rispetto delle norme igieniche e secondo i principi di civile convivenza, il tribunale amministrativo riconosce – a ragione – come il divieto di somministrazione di cibo possa incidere sulle condizioni di sopravvivenza degli animali, facendo così cadere su di loro effetti che vanno addebitati solo ed esclusivamente a comportamenti scorretti di alcuni cittadini, che comunque ben possono essere individuati e sanzionati. E non solo, l’Ordinanza di sospensione del TAR specifica come “la mancanza di cibo può comportare un peggioramento delle condizioni degli animali”.

Se il vostro Comune avesse emesso un’Ordinanza di divieto di somministrazione cibo e/o preveda lo spostamento di una colonia felina, inviate il provvedimento alla mail centralino@lav.it, e verrà valutata così l’azione da intraprendere.

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